L’indeciso chiamato all’eredità

L’Erede indeciso chiamato all’eredità.

Premessa

A nessuno piacciono gli indecisi e tantomeno se l’indeciso in questione è una persona chiamata ad ereditare il patrimonio di un soggetto defunto.

Che l’indeciso sia successore per testamento o per legge (in assenza di testamento, c.d. successione legittima) ha sempre 10 anni per decidere se accettare o rifiutare.

Trascorsi 10 anni senza che l’indeciso abbia accettato o rifiutato, il suo diritto di accettazione si prescrive quindi la legge deciderà per lui che è stato indeciso 10 anni e farà si che non possa più accettare.

Ma nel frattempo gli eredi che hanno già accettato devono aspettare e sperare che l’indeciso prenda una decisione per poter vendere i beni ereditari?

No, la Legge mette a disposizione degli eredi uno strumento che obbliga l’indeciso a decidere entro un termine stabilito dal Giudice.

Actio Interrogatoria

L’actio interrogatoria: questo strumento è volto ad ottenere in tempo inferiore a 10 anni, l’ordinario termine di accettazione, una decisione da parte del chiamato indeciso il quale entro il termine stabilito dal Giudice dovrò accettare o rifiutare.

Si può dire che alla legge non piacciono gli indecisi. In verità l’actio interrogatoria tutela il diritto dell’erede e coloro che hanno interessi nell’eredità (compresi i creditori) di poter disporre (vendere, locare, affittare, etc.) dei beni ereditari senza aspettare che l’indeciso e potenziale erede prenda una decisione.

Riferimenti normativi

  • art. 459 c.c. (accettazione eredità)
  • art. 480 c.c. (termine 10 anni prescrizione dir. accettazione)
  • art. 481 c.c. (actio interrogatoria)